
Il saggio è colui cha ha fede nella Ragione, perchè la fede è “la capacità di vedere nelle tenebre ciò che si è visto nella luce”.
La Ragione non è più quella di una volta, non è più onnipotente, non è più il Leone che domina nella savana della conoscenza: è al più un topolino cieco che spera di non muoversi nel labirinto di un laboratorio.
Oggi sappiamo che una farfalla a Tokio scatena un uragano negli States e che le nostre reti hanno maglie fin troppo larghe, sappiamo che non possiamo fotografare la materia in movimento, sappiamo che la Realtà sociale è la costruzione di un mostro chiamato Realtà sociale, sappiamo che le parole che usiamo decidono loro cosa illuminare, sappiamo che la falsa coscienza copre il mondo del velo della volontà di potenza, sappiamo che non siamo padroni in casa nostra.
Ma non sono questi i limiti che calano le tenebre: questi limiti abbiamo imparato a conoscerli, ed è la stessa Ragione a parlarcene.
Le tenebre sono invece il dolore o la paura, è la nebbia giallognola che copre il futuro o i cari e che rende impotenti.
E’ in questa situazione che il saggio deve dar prova di sè, perchè si è saggi solo se si ha fede nella Ragione, se ci si attiene ad essa anche in mancanza di una promessa di riscossione.
Giorgio
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