Non mi lasciare

Una scolaresca canta tra i banchi di una vecchia scuola inglese, dagli abiti si direbbe che siamo nella seconda metà del secolo scorso. Il canto finisce e i bambini si alzano per ascoltare il saluto mattutino della direttrice: sembrerebbe un tipico collegio inglese, di quelli sperduti nella campagna  di sua maestà, che abbiamo imparato a conoscere grazie a km di pellicola, ma invece siamo ad Hailsham, e dal pulpito la direttrice, prototipo di ogni istitutrice inglese, ci dice subito che quei bambini sono speciali (e non si tratta di maghetti in erba).
Non mi lasciare racconta la storia di tre di questi ragazzi: Kathy, protagonista e narratrice, Ruth e Tommy. Li vediamo bambini nella vita quotidiana del collegio, e quindi li seguiamo fuori, nel loro primo impatto con il mondo esterno e poi nel compimento della loro vita.
Perchè siano bambini speciali proprio non ve lo dico, se non altro perchè la sorpresa è uno dei pochi pregi di questo film: sorpresa che tra l’altro ci viene rovinata subito, fin dalla prima scena, che come un prologo precede quella appena raccontata.

Il film è tratto dal libro omonimo di Kazuo Ishiguro che qui viene tradito profondamente, nello spirito. A non funzionare è prima di tutto la sceneggiatura (di Alex Garland), che muta la narrazione dell’autore anglo-giapponese (che gioca sul detto e non detto, sulle anticipazioni e sul ritorno al  passato) in un susseguirsi di scene giustapposte, senza filo conduttore, che di certo richiama molti elementi del romanzo, ma il cui significato non viene tradotto in un linguaggio cinematografico, non viene approfondito, e che quindi resta sospeso, come una citazione mal fatta. La stessa voce narrante, che nel romanzo è un fiume in piena che fa emergere la verità nello scorrere continuo dei pettegolezzi, è qui trasformata nella portatrice stessa della verità. In questo modo, la particolarità dei protagonisti, che nel romanzo si fa metafora del nostro cadere nel mondo, in questo film viene messa in primo piano, e ne diviene al più lacrimevole similitudine.
Intendiamoci, tanta cattiveria non deriva (spero) solo dalla delusione di chi ha amato molto il romanzo. E’ giusto che un film sia diverso dall’opera che l’ha ispirato, e in questo senso sono state delle scelte legittime la ricalibrazione del rapporto tra Kathy e Ruth, lo spostamento dell’importanza dall’Infanzia all’Amore, così come l’aggiunta di elementi quali i bracciali e le telecamere di controllo.
Dopo lo sceneggiatore, anche il regista Mark Romanek (che fino ad ora aveva diretto solo il povero One Hour Photo con Robin Williams) ci ha messo del suo: ha insistito troppo sugli sguardi obliqui dei protagonisti, donando un ingiusto strabismo a Tommy-Andrew Garfield (l’amico di Zuckerberg in The Social Network e il prossimo Spiderman), ma soprattutto non ha saputo dirigere Izzy Meikle-Small che interpretava Kathy da bambina. Pessima anche la scelta di far recitare gli stessi attori nella parte dei protagonisti adolescenti e adulti.
Naturalmente i buoni elementi non mancano, come la bambola che ci fissa mentre le bambine si confidano nella penombra del dormitorio, o come la fotografia di Adam Kimmel Asc e le scenografie di Mark Digby. Molto brave sono anche la protagonista Carey Mulligan e, nella parte di Miss Lucy, Sally Hawkins (Happy go lucky e We want sex). Ma nonostante questo ci sentiamo di consigliare, a chi ne ha occasione, di leggersi il libro.

Cast artistico

CAREY MULLIGAN, Kathy
ANDREW GARFIELD, Tommy
KEIRA KNEIRA KNIGHTLEY, Ruth
IZZY MEIKLE-SMALL, Young Kathy
CHARLIE ROWE, Young Tommy
ELLA PURNELL, Young Ruth
CHARLOTTE RAMPLING, Miss Emily
SALLY HAWKINS, Miss Lucy

Cast tecnico
Regia : MARK ROMANEK
Sceneggiatura: ALEX GARLAND
Tratto dal romanzo di KAZUO ISHIGURO
Fotografia: ADAM KIMMEL ASC
Scenografie: MARK DIGBY
Montaggio: BARNEY PILLING
Musica: RACHEL PORTMAN

  1. Incredibilmente, chi ha scritto l’articolo si e’ completamente dimenticato di citare Keira Knightley (Ruth), che e’ una dei protagonisti e che non mi sembra un’attrice secondaria… Mah.

  2. Ciao Alex,
    in effetti adesso l’ho aggiunta nel cast, grazie della segnalazione.
    Nell’articolo però non l’ho citata apposta perchè la sua interpretazione non mi era piaciuta per nulla.
    Ciao, Teseo

  3. ho appena finito di vedere il film….dire inquietatne è davvero poco!!

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