La versione di Barney
Barney Panofsky è un uomo rozzo, incline all’alcool e al fumo, spregiudicato, vizioso, ma in fondo buono, leale, capace di divertirsi e di godere del bello della vita, tollerante, ligio al dovere anche quando è scomodo, buon lavoratore, doti che gli permettono di raggiungere il successo come produttore di serie televisive di basso livello.
All’inizio del film lo troviamo a Montreal, ricco, vecchio e collerico, già intaccato dalla malattia, nel giorno in cui esce il libro di una sua vecchia conoscenza, un ispettore di polizia che diversi anni prima l’aveva accusato di omicidio e che da allora l’ha sempre creduto colpevole nonostante la sua assoluzione. Da qui hanno inizio i suoi flashback, ambientati nello stessa Montreal, a New York e a Roma, quest’ultima che ricorda a tratti Il talento di Mr Ripley, e caratterizzata da una fotografia anticata la cui sfumatura è contenuta nel dipinto della prima moglie, che ricorre spesso nel film, insieme all’immagine dell’amico con le pinne e gli occhiali che cade all’indietro. Ci viene così raccontata la sua vita, divisa tra gli amici, il lavoro, l’ambiente ebraico, il buon rapporto con il padre, un ex poliziotto tagliato con l’accetta, e soprattutto le sue tre mogli, con in mezzo l’episodio che l’aveva portato all’accusa di omicidio.
Nel romanzo di Mordecai Richler, da cui è stato tratto il film, è lo stesso Barney a raccontarci la sua versione in un’autobiografia con cui l’uomo vuole rispondere all’accusa di omicidio -mossagli lì non da un poliziotto ma da un amico-, in un libro diviso in tre lunghi capitoli, ognuno dei quali dedicati ad una moglie e ritmati da innumerevoli disgressioni.
Il film rinuncia alla prima persona -il titolo dell’opera resta immutato solo per comprensibili ragioni commerciali- e possiede una trama molto più lineare che, nonostante flashback non sempre giustificati sul piano narrativo, lo rende godibile e a tratti commovente.
Gli attori sono bravissimi, Paul Giamatti è toccante nel ruolo di Barney, Dustin Hoffman ci dona l’ironia di un padre affettuoso e sincero, Minnie Driver e Rosamund Pike si calano alla perfezione nelle parti della seconda e terza moglie. L’unico che forse stona è Scott Speedman, non molto credibile come amico scapestrato di Barney. I personaggi sono resi ancora più credibili dal trucco di Nathalie Garon, che è stato capace di invecchiare gli attori alla perfezione, permettendogli di attraversare i quasi 40 anni della storia.
Il regista Richard J. Lewis e lo sceneggiatore Michael Konyves provengono dalla televisione, ma nonostante le umili origini hanno saputo creare un prodotto pulito, senza troppi fronzoli, piacevole. Anzi forse avrebbero dovuto trovare il coraggio di limare maggiormente il proprio lavoro, allontanandosi ancor di più dall’opera originale, perchè per esempio il rapporto di Barney con il figlio o quello dell’uomo con la star della sua serie televisiva, si evolvono troppo drasticamente, senza gradualità, e quindi in modo poco credibile. La stessa storia gialla sembra innestata a freddo su una trama che in fondo è romatica. Inoltre, nel film le donne non fanno una bella figura, perchè sembrano tutte incapaci di godere della vita, chi per la propria superficialità, chi perchè troppo perfetta e chi per giustificate turbe pischiche: se ciò è comprensibile nella narrazione autobiografica di un vecchio malato, stona in un film che ha rinunciato alla prima persona.
Ciononostante La versione di Barney resta una bella commedia, brillante ed amara, cinica al punto giusto per rendere accettabile il suo romaticismo.
Cast tecnico
Regia Richard J. Lewis
Sceneggiatura Michael Konyves
Dirrettore della Fotografia Guy Dufaux
Montaggio Susan Shipton
Musiche Pasquale Catalano
Scenografia Claude Paré
Costumi Nicoletta Massone
Trucco Adrien Morot
Produttore Esecutivo Mark Musselman
Prodotto da Robert Lantos
Co Produttori Domenico Procacci Lyse Lafontaine Ari Lantos
Tratto dal Romanzo LA VERSIONE DI BARNEY di Mordecai Richler
Cast artistico
PAUL GIAMATTI Barney Panofsky
ROSAMUND PIKE Miriam
MINNIE DRIVER Mrs. ‘P’
RACHELLE LEFEVRE Clara
SCOTT SPEEDMAN Boogie
BRUCE GREENWOOD Blair
MACHA GRENON Solange
ANNA HOPKINS Kate
JAKE HOFFMAN Michael
MARK ADDY Detective O’Hearne
SAUL RUBINEK Charnofsky
THOMAS TRABACCHI eo Fasoli
CLÈ BENNETT Cedric
HARVEY ATKIN suocero di Barney
MASSIMO WERTMULLER medico
MAURY CHAYKIN Irv Nussbaam
E con DUSTIN HOFFMAN nel ruolo di IZZY
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