Archivi categoria: Politica

E PER PUNIZIONE: L’UOMO OGGETTO

“Serve porre dei limiti all’uso del corpo della donna nella comunicazione” ha dichiarato Laura Boldrini, presidente della Camera, in visita a Venezia per parlare di parità di genere e contrasto all’omofobia, e ha aggiunto che “dall’oggettivazione alla violenza il passo è breve”.

Per arrivarci potremmo cominciare con Leggi il resto di questa voce

THE WITCH IS DEAD

Negli anni ’60 aveva sostenuto la legalizzazione dell’omosessualità nelle regioni dell’Isola, ma negli anni ’80 era tornata sui suoi passi, se la prendeva con i gay dicendo che non avevano alcun diritto da reclamare, che l’Aids era tutta colpa loro, e che non dovevano esistere figure positive omosessuali, altrimenti i bambini sarebbero cresciuti pensando di “avere l’inalienabile diritto di essere gay”. Insomma una baronessa d’altri tempi, la Thatcher, che ha lasciato un segno reazionario sulla politica interna, su quella estera, sul welfare, sulla società in generale. E la comunità gay, che pure in Inghilterra è molto forte, ha avuto parecchio filo da torcere dalla Signora di Ferro.

Pare che questa canzone (nella versione di Judy Garland, nel mago di oz) sia già tornata in classifica su Billboard! Le due cose non sono affatto scollegate ;) Questa è la versione di Klaus Nomi, per restare nei temi caldi degli anni ’80.

Alessio Iron Maiden

BUFFONE E GATTOPARDO

Grillo festeggia la soluzione di Napolitano, anzi sostiene di averla ispirata lui. Complimenti, occorre una bella faccia tosta per esserne orgogliosi.
Poverini gli elettori del M5S hanno votato sperando di portare trasparenza nella vita politica italiana, e si sono trovati in casa un inciucio, un governo ufficioso in cui ci sono tutti, nel rispetto del mai superato manuale Cencelli, e in cui tutti sono vecchi e maschi. Ci sono:

  • 2 uomini del PD (Violante e Filippo Bubbico),
  • 2 del PDL (Quagliariello, ovvero colui che si è sempre occupato di molte leggi ad personam di Berlusconi, e Pitruzzella, amico di Schifani eletto da Berlusconi all’Antitrust),
  • 1 di Lista Civica (il ciellino Mario Mauro),
  • 1 del governo Monti (Milanesi),
  • 1 della Lega (Giorgietti),
  • 1 in quota M5S (Valerio Onida),
  • 2 tecnici economisti (Salvatore Rossi e Enrico Giovannini).

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OSTACOLO AL CAMBIAMENTO

L’elezione di Boldrini alla presidenza della Camera e di Grasso alla presidenza del Senato dimostra che il centro sinistra può riuscire a proporre al paese un governo che si impegni al cambiamento.
Bisogna riconoscere al M5S il merito di aver reso possibile questo cambiamento, e  non solo per il voto di una quindicina di grillini che nel segreto hanno deciso di votare Grasso: senza la pressione del M5S avremmo avuto Franceschini e Finocchiaro.
Ora il cambiamento è in atto, ma di mezzo c’è un grosso ostacolo, e il suo nome è Grillo.
Opponendosi a qualsiasi tentativo di dialogo, Grillo si comporta come un conservatore, la sua azione è in sintonia con le resistenze al cambiamento di quelle cariatidi della prima e della seconda repubblica che non vogliono rinunciare al loro privilegi.

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IL PALAZZO CHE SCRICCHIOLA

Sembra proprio che il Palazzo scricchioli: in questo il M5S ha raggiunto uno dei suoi obiettivi, bisogna dargliene atto.
Ma è una cosa positiva?
Lo so, io sono vecchio, credo ancora che la Costituzione debba essere la guida dell’agire politico, e non mi sembra che il M5S  rispetti sempre i principi democratici su cui si basa la nostra carta costituzionale.

GRILLO INVITA CASALEGGIO SUL PALCO, E' UNA PERSONA PERBENE
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ALLEANZE

Gira in rete una petizione di Viola, una ragazza del Movimento 5 Stelle che chiede a Grillo di “scongiurare qualsiasi ipotesi di alleanza PD-PdL, e non permettere alla minoranza di Monti di condizionare gli equilibri parlamentari. Possiamo respingere il ritorno di Berlusconi e costringere Bersani ad accettare le sfide che i suoi stessi elettori vorrebbero raccogliesse.

GRILLO

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SCONFITTA

Prima di tutto fatemi fare il gioco della Polianna.
Devo ringraziare  quei 124.407 cittadini che col loro voto hanno fatto la differenza: è grazie a loro che il centrosinistra ha ottenuto la maggioranza dei seggi alla Camera. Praticamente si tratta di una persona e mezza per comune, mi piacerebbe fare un giro a piedi per l’Italia per stringere la mano a tutti questi cittadini (ma che schifo stringere la mano a una mezza persona, chissà se l’hanno tagliata in orizzontale o in verticale).
Certo siamo un paese strano: il centrosinistra è la coalizione che ha ottenuto più voti alla camera e al senato, ma per legge non governerà. E adesso ci trasformeremo in cannibali, ci butteremo subito sul  corpo ancora caldo del centrosinistra, perchè nel nostro paese si diventa cadaveri politici se si vincono le elezioni e non se si perde il 15% dei consensi come ha fatto il caimano. Adesso ci sarà chi darà la colpa alla classe dirigente di PD e SEL (con loro non si vincerà mai!), chi a Bersani (ah se ci fosse stato Renzi!), chi se la prenderà con Monti (ah, se non si fosse presentato!), chi con Ingroia (no forse con lui no, perchè il suo 2% non fa gola a nessuno).
Diciamo che se dobbiamo prenderla sul ridere, questa è la più bella immagine che abbiamo trovato su facebook.

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RESPONSABILITA’

Non potendo essere divulgati, i sondaggi sono ora sussurrati o insinuati: così sui giornali di stamattina circola l’ipotesi che Grillo possa avere la maggioranza in alcune regioni (impedendo la creazione di una maggioranza in senato) e forse addirittura alla camera. Potrebbe anche andare peggio, ma è comunque difficile non prendere con le pinze tutte le notizie che circolano in questi giorni.

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SE MAOMETTO NON VA ALLA MONTAGNA, LA MONTAGNA…

Ieri Monti ha aperto a Vendola.
Non so se è perchè i sondaggi dicono che il Centro non è alternativo a Sel oppure se si è finalmente convinto che Bersani non può permettersi di lasciare Vendola (è principalmente su questo che ha vinto le primarie contro Renzi), il fatto è che adesso Monti, Casini e Fini vedono in bilico le poltrone e quindi, dopo essersi detti disposti a un’alleanza con il PDL, aprono al governatore della puglia. Bontà loro, almeno adesso Monti si rende conto che Sel sarà una forza legittimamente eletta nella maggioranza relativa del prossimo parlamento e come tale costituisce un interlocutore obbligato per chi voglia decidere qualcosa.
Col tempo capirà anche che la dialettica politica prevede che si trovi un accordo, e non che si imponga il proprio punto di vista come un bimbo caprissioso (“Queste sono le mie riforme!” senza tra l’altro dire quali sono queste riforme).

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LA SCELTA

Da giorni si dice che chi vota in Lombardia, come facciamo noi, avrà una grossa responsabilità: nel nostro piccolo (molto piccolo) seggio, potremo decidere di rottamare per sempre l’alleanza PDL-Lega. Se la Lega vince in Lombardia, potrà risorgere, se il PDL riesce a impedire che il centrosinistra abbia la maggioranza in senato, Berlusconi risorgerà.

C’è l’elezione regionale che, secondo gli ultimi sondaggi diffusi, vede contrapporre Umberto Ambrosoli a Maroni, con il terzo incomodo, Albertini, sostenuto da Monti-Casini-Fini. Sembra che Albertini non superi il 10-12%, ma dato che in Lombardia non c’è il ballottaggio, chi vota Albertini potrebbe di fatto aiutare Maroni a vincere la regione.

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Per l’elezione nazionale, secondo i sondaggi il centrosinistra dovrebbe conquistare la maggioranza alla Camera. Resta in bilico il senato che tutti dicono sarà deciso proprio dalla Lombardia (e dalla Sicilia): se il centrosinistra non conquisterà la maggioranza relativa nella nostra regione, il senato non avrà una maggioranza e per governare il paese si dovranno accettare continui compromessi che alla lunga non potranno che aiutare la destra di Berlusconi a risogere e che soprattutto potrebbe condannarci all’immobilità politica..

Il centrosinistra avrebbe la vittoria in mano se non fosse per due liste:

  • a sinistra il consenso di PD-Sel può essere rosicchiato da Ingroia, che guida IDV, PRC e PCI;
  • a destra, invece, i voti di di PD-Sel possono essere rosicchiati dalla lista di Monti, che con Fini e Casini (che nel post elezioni mostreranno di essere i veri leader del movimento) rischia di consegnare il paese all’ingovernabilità proprio in nome della stabilità (sono le cose assurde della politica)

Giorgio

 

 

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