Archivi categoria: Il saggio

LA LUSSURIA DELLA RAGIONE

L’ho letto sul passo di san Marco, a quasi duemila metri, una notte, mentre fuori dalla mia stanza una mandria di mucche scampanellava salendo ai pascoli. Leggi il resto di questa voce

IL TAFANO, IL CANE E I LUPI

«Il saggio non si ritira dal mondo, ma vi è immerso, lo provoca fino alla morte».
Fino alla morte: questo appunto poteva succedere in un lontano passato.

Socrate, il provocatore, la torpedine che insinua il dubbio, il tafano che pungola i supposti sapienti, alla fine pagò a caro prezzo il disturbo recato alla quiete pubblica

Leggi il resto di questa voce

IL SAGGIO E IL CIGNO

   Il saggio non può essere un sasso, indifferente al mondo: l’uomo non è solo un essere razionale, è prima di tutto un animale sociale. Certo la razionalità cosciente è ciò che distingue l’uomo dagli altri animali, ma non per questo l’essenza dell’uomo si trova nella sua razionalità.
Se abbiamo 10 cigni, di cui uno nero, l’essenza di quest’ultimo non è quello di essere color della notte, perchè sostanzialmente resta un cigno, da quando nasce fino alla morte prematura -come può scappare da un predatore se spicca tanto ai loro occhi?

Leggi il resto di questa voce

IL SAGGIO E IL SASSO

Quando un cane è legato ad un carro in viaggio, può solo scegliere se seguire il carro di volontà propria oppure se farsi trascinare: allo stesso modo l’uomo è necessitato a seguire il proprio Destino e può solo scegliere se farlo in armonia di propria volontà o se farsi trascinare nella polvere.

Leggi il resto di questa voce

RAGIONE E COMPETENZA

Il paradosso della Ragione, che deve essere mia ma deve anche essere nostra, ha una prima conseguenza pratica, che nel mondo moderno, specie in uno vecchio come quello italiano, si ripercuote a più livelli, e che riguarda l’idolatria tutta moderna, appunto, verso la Competenza.

Leggi il resto di questa voce

PARADOSSO DELLA RAGIONE

Il saggio è colui che ha fede nella Ragione, certo, ma questa che dice?
Ragionare di qualcosa cosa significa? Significa semplicemente parlarne, discuterne? Significa vomitare parole nel cielo? Insomma, qual’è il fondamento della razionalità dei nostri discorsi?


Abbiamo visto che la Ragione ci dice che molte sono le cose che non possiamo dire, che non possiamo dire con ragione, appunto.

Ma oltre a questi limiti, la Ragione contiene un altro paradosso.
Per essere tale la Ragione deve essere mia ma deve essere anche nostra.

Leggi il resto di questa voce

IL SAGGIO

Il saggio è colui cha ha fede nella Ragione, perchè la fede è “la capacità di vedere nelle tenebre ciò che si è visto nella luce”.

La Ragione non è più quella di una volta, non è più onnipotente, non è più il Leone che domina nella savana della conoscenza: è al più un topolino cieco che spera di non muoversi nel labirinto di un laboratorio.

Oggi sappiamo che una farfalla a Tokio scatena un uragano negli States e che le nostre reti hanno maglie fin troppo larghe, sappiamo che non possiamo fotografare la materia in movimento, sappiamo che la Realtà sociale è la costruzione di un mostro chiamato Realtà sociale, sappiamo che le parole che usiamo decidono loro cosa illuminare, sappiamo che la falsa coscienza copre il mondo del velo della volontà di potenza, sappiamo che non siamo padroni in casa nostra.

Ma non sono questi i limiti che calano le tenebre: questi limiti abbiamo imparato a conoscerli, ed è la stessa Ragione a parlarcene.

Le tenebre sono invece il dolore o la paura, è la nebbia giallognola che copre il futuro o i cari e che rende impotenti.

E’ in questa situazione che il saggio deve dar prova di sè, perchè si è saggi solo se si ha fede nella Ragione, se ci si attiene ad essa anche in mancanza di una promessa di riscossione.

Giorgio

%d bloggers like this: