NAZIONE EUROPA
Mai come in questi giorni mi rammarico di non avere Potere e di contare meno di un cappero salato in un letto di acciughe.
L’idea di un Europa unità e federale si concretizza subito dopo la guerra mondiale, per facilitare la ricostruzione e per porre le basi della convivenza pacifica all’interno del nostro continente. Grazie al loro lavoro e al mercato unico, i cittadini europei hanno conosciuto un benessere diffuso mai visto nella storia dell’umanità, ma prima o poi il nodo doveva giungere al pettine: le classi dirigenti (politiche ma soprattutto economiche) dei vari Stati avrebbero dovuto rinunciare a parte della loro sovranità per porre la basi di un’unità politica.
Questo non è successo, e ora stiamo pagando le consuguenze della miopia e degli egoismi nazionali (termine che ricorda l’inizio del novecento). Cacchio, ricordiamoci che rinunciare all’Europa significa rinunciare ad essere la nazione più ricca del mondo (nel 2010 il PIL europeo ha superato quello degli USA) e la terza nazione per quanto riguarda la popolazione (dopo Cina e India) ed aprire la strada a nuovi populismi nazionali.
Se avessi Potere, lotterei con i denti per non far uscire la Grecia dall’euro (difficile credere che ciò non porti alla morte dell’UE) e cercherei di avviare un serio processo di unificazione politica, che riduca drasticamente i parlamenti e i governi nazionali per dare potere da una parte agli enti locali (città e comuni e regioni) e dall’altra a nuovi Organismi europei: dobbiamo dotarci di un parlamento europeo più forte e dobbiamo dotarci di un governo europeo eletto direttamente dai cittadini europei. L’europa deve mirare nel più breve tempo possibile ad avere un unico diritto del lavoro, un unico esercito, un sistema giudiziario, poliziesco, scolastico e universitario confederali.
Insomma dobbiamo unirci in un unica Nazione europea.
Giorgio
Giorgio
Pubblicato il 12 giugno 2012 su Politica. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.


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