ORGOGLIO E INDIGNAZIONE

In questi giorni molti pensano che manifestare per i diritti di gay, lesbiche e transessuali sarebbe fuori luogo in una regione martoriata dal terremoto. L’idea sarebbe di annullare la parata di Bologna del 9 giugno e mandare invece dei soldi alla protezione civile. NO! Soprattutto per l’ultimo punto,

la protezione civile sta ripetendo l’azione militare vista all’Aquila, trasformando i terremotati in profughi segregati a cui è vietato persino aprire bocca, assegnano le tende su base razziale (prima gli italiani poi tutti gli altri), inoltre dicono che non serve assolutamente niente come aiuto tranne soldi. E invece la roba serve eccome ai terremotati: coperte, tende, vestiti, pannolini, sapone… mentre i soldi che le varie compagnie telefoniche, banche, distributori di benzina, canali Tv eccetera si apprestano a raccogliere dalle nostre tasche, i terremotati non li vedranno mai! Non lasciamoci prendere in giro da chi fa leva sul nostro senso di solidarietà (o senso di colpa, più cristianamente parlando)! Se vogliamo fare qualcosa dobbiamo essere sicuri di raggiungere l’obiettivo: andiamo da associazioni che agiscono in prima persona (come questa: http://guernica.mo.it/sito/) invece di regalare soldi a chi specula sulle disgrazie del Paese.

Detto questo io il Pride lo farei lo stesso, perché di disgrazie ne succedono tutti i giorni, quindi è più che mai urgente che tutti gli Italiani ottengano subito i propri diritti, così come c’è bisogno di isolare la mafia, di obbligare i costruttori a metterci il cemento nelle case e non la sabbia, di lasciarmi sposare il mio compagno, perché quando capiterà a noi di essere vittime dell’incuria del governo non dobbiamo subire altre umiliazioni. Cercheremo di spiegare agli Italiani che noi Gay non stiamo ballando sulle tombe, ma che stiamo lottando anche per loro.

Alessio

Info su giorgioealessio

Siamo una coppia gay che vuole raccontare la propria vita quotidiana e i propri pensieri.

Pubblicato il 30 maggio 2012, in Gay, Politica, Vita quotidiana con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. va bè ma in un momento di emergenza, non si potrebbe semplicemente rimandare?
    per rispetto per quanto successo.
    e per lasciare che gli animi tornino sereni e che tutti possano serenamente partecipare.
    perchè il pride è una rivendicazione, una marcia ma anche una festa, seppur incazzata.
    no?

  2. Io credo che Bologna è abbastanza lontana dall’epicentro del terremoto per riuscire a manifestare con serenità fra una decina di giorni.

    Sarebbe molto bello se i promotori della manifestazione per quel week-end devolvessero una percentuale dei biglietti del locali e dei B&B e delle iniziative gay della città (magari organizzando dei banchetti per la raccolta di fondi durante la manifestazione) per finanziare la ricostruzione di una scuola.
    Sono sicuro che dati i numeri di cui stiamo parlando si potrebbe raccogliere facilmente almeno 500.000 €, e darebbe soddisfazione avere in una scuola una targa che ringrazi gli omosessuali d’Italia.

    Giorgio

  3. ho riflettuto tanto in questi giorni e devo ricredermi.
    avete ragione.
    il pride va fatto.
    ditemi quand’è che ci vengo anch’io…magari con una prrucca di alessio.
    non sono d’accordo con la faccenda della targa .io non appartengo a un club o una associazione. ;)
    e peraltro sono convinta che non siamo nemmeno una minoranza.
    ciao
    b

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