FIRED! – RIUNIONE SEDIZIOSA

IN QUESTI GIORNI STIAMO DANDO SPAZIO ALLE PRIME PAGINE DI UN ROMANZO AUTOBIOGRAFICO DI UN NOSTRO AMICO CHE HA SCELTO DI FIRMARSI VINCENZO PRESTANOME

Giorgio e Alessio

Licenziato. Brutta parola, che preme alla bocca dello stomaco e che si rifiuta di uscire, sia per chi la pronuncia che per chi la deve ascoltare. Queste alcune istantanee delle giornate lavorative di Vincenzo Prestanome, che lavora alla PTM da 11 anni e che fra poco si ritroverà licenziato.
-1

Silvia farà tardi anche stasera, ma ormai Vincenzo è abituato ai suoi strani orari, che sono normali per chi come lei lavora in una TV locale. Per fortuna si sono telefonati durante la pausa pranzo e hanno fatto pace, anzi lei è riuscita anche a passare dal panettiere e a prendere un po’ di pizzette e antipasti per l’aperitivo, ed ora Vincenzo può far partire il microonde e dedicarsi solo ai beveraggi.
Nel suo salotto c’è l’open-space della PTM al completo, ad eccezione di Michelone, il loro responsabile, che Vincenzo non ha invitato per ovvie ragioni di opportunità, anche se non dubita che tutto ciò che sarà detto in quell’occasione verrà poi riferito fedelmente a chi di dovere.
In tutto sono in dieci, cinque per l’analisi, uno per gli algoritmi e quattro per lo sviluppo, dato che queste sono le tre fasi del Micromarketing Virtuale Puntualizzato, il caro vecchio Miminpù, da pronunciarsi sputacchiando sull’ultima sillaba.
Lilly, di solito così silenziosa in ufficio, è quella più curiosa, ha voluto girare l’appartamento e vedere ogni cosa, mentre tra gli altri c’è un po’ di imbarazzo; si è anche un po’ stretti in questa strana sala e si cerca di coniugare l’immagine del collega Vincenzo, sempre in silenzio, con quell’orologio orribile e con la foto sul frigorifero che lo ritrae come mamma l’ha fatto, solo un frisbee a coprirgli le pudenda.
Nessuno sa bene che cosa aspettarsi da questo incontro. Ma poi lentamente le parole iniziano a girare insieme al rhum, le opinioni e le pizzette sporcano le dita, e i bicchieri e le voci si alzano. Lo scopo dichiarato della riunione è quello di scambiarsi le informazioni in modo da capire cosa sta succedendo alla PTM, mentre quello implicito, per Vincenzo, è capire se esistono le condizioni per far fronte comune.
Il quadro che ne esce è sconsolante: ognuno si occupa di due o tre clienti e prima d’ora tutti erano convinti che i progetti seguiti dagli altri andassero bene, mentre scoprono adesso che non c’è un settore aziendale che non sia in crisi.
Ognuno dice la sua, chi incolpa l’Omuncolo (“Ma come si fa a investire in Grecia?”), chi l’Interlocutore sbagliato (“Non fa un cavolo da mattina a sera e prende il triplo di noi”) e chi cerca di capire quale sia l’entità del buco della PTM.
Alberto, o Pilato come lo chiamano loro, fa un lungo discorso ma non si capisce cosa dice perché ha bevuto un po’ e perché come sempre non smette di sfregarsi le mani.
Vincenzo chiede agli altri quattro analizzatori se non sia il caso di proporre a Pietro una riduzione dell’orario di lavoro: in meno ore riuscirebbero comunque a smaltire i pochi ordini in sospeso, ma i loro stipendi graverebbero meno sul bilancio aziendale.
“Perché solo voi?” protesta quasi Lilly, che è una sviluppatrice.
“Semplicemente perché tutti noi abbiamo contratti a progetto, mentre voi siete assunti. Al massimo per voi si può pensare alla cassa integrazione, ma è l’azienda che la deve chiedere. Allora che ne pensate? Il principio è semplice, da una parte andiamo incontro alla PTM e alle sue esigenze di bilancio, e dall’altra mettiamo al sicuro il nostro posto di lavoro. Che ne dite?”
I quattro interessati si guardano, ci pensano e lentamente uno dopo l’altro rifiutano la proposta, chi con una ragione e chi con l’altra, tutte sacrosante, non se lo potrebbero permettere, non è giusto, dovrebbe essere l’azienda a chiederglielo, e così via. Insomma, Vincenzo non riesce nemmeno a convincerli a presentarsi uniti davanti all’Omuncolo, ognuno si ritrae come una lumaca nel proprio guscio, e non può nemmeno biasimarli, lui per primo non ha mai fatto molto gioco di squadra.
Forse il tempo gli darà modo di far nascere una coscienza comune, pensa, ma in realtà di tempo non ce n’è, come si accorgerà subito lunedì pomeriggio.

About these ads

Info su giorgioealessio

Siamo una coppia gay che vuole raccontare la propria vita quotidiana e i propri pensieri.

Pubblicato il 11 maggio 2012, in Vita quotidiana con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d bloggers like this: