COLLOQUI E MERCATO DEL LAVORO
Quando prendevo l’ATM e non ne potevo più di aspettare il bus, mi accendevo una sigaretta e immediatamente compariva all’orizzonte il muso di un pullman, che allora era blu. Contento, aspiravo avidamente un tiro e poi gettavo la cicca per terra, solo per accorgermi un istante dopo che il bus aveva una gomma a terra, o aveva in fronte la scritta della vergogna: “FUORI SERVIZIO”.
Qualche giorno fa ho scritto un post in cui mi lamentavo che, nonostante i numerosi curriculum inviati, non mi cagava nessuno, per dirla alla francese. Ebbene, mai post fu di miglior auspicio.
Infatti, quel giorno stesso ho iniziato a ricevere telefonate ed ho inanellato uno dietro l’altro tre colloqui.
Tutto soddisfatto, come quando aspettavo il bus, ho gettato a terra il mio ragionato pessimismo, ho indossato il mio volontario ottimismo, e come una trottola ho girato per Milano per presentarmi e riverire. Ma mi è bastato girare l’angolo per capire che come quel vecchio bus, anche per il mercato del lavoro lo slogan è solo uno: “FUORI SERVIZIO”.
Pare infatti che l’alternativa al momento sia solo una: truffare o essere truffato.
In uno mi proponevano di vendere prodotti beta, ed alla mia domanda su perchè vendevano solo a privati e non ad aziende mi è stato risposto che quel mercato è troppo concorrenziale perchè lì si guarda solo al prezzo. Come dire, se vuoi vendere a privati è possibile farlo, ma dovrai distogliere l’attenzione del cliente dal prezzo. Beh, dissi prendendo a calci quel bastardo del mio super-io, per lo meno pagate bene. Ma certo, altissime provvigioni. Ma non paghiamo le spese. Ah, il corso iniziale lo paghi tu, ma cosa vuoi sono solo 150 €, è nulla no? Certo, cosa vuoi che siano 150 €.
Altro giro, altra corsa. Questa volta il colloquio ha a che fare con il lavoro che facevo, ovverto prodotti alfa. Quanto vuoi per fare un prodotto alfa? Beh, così su due piedi, dato che il lavoro coinvolge un’equipe… qual’è il budget a cui pensavate? 200-400 € l’uno. Ah, che simpatico che è lei, proprio un mattacchione. Ma no, dai, seriamente, quanto siete disposti a offrire? 200-400 € l’uno. In realtà sul mercato questi prodotti costano dai 5.000 € in su. 200-400 € l’uno. Ho capito. Ci penso su. 200-400 € l’uno. Arrivederci, signore simpatico, e grazie per avermi dedicato il suo tempo. 200-400 € l’uno. See, un fiorino.
Terzo giro e terza corsa. Devi tenere un corso su questo argomento. Ma certo, non ne so nulla, ma imparo, è il mio lavoro imparare. Quando inizia? Dopodomani. Ah. Speravo prima. Quando mi consegnate i libri di testo? Così magari li leggo prima. Ogni docente si procura il materiale da sè. Giusto, simpatica ragazzina, ogni docente segue il proprio metodo. Ma c’è un programma? Questo è il programma, sono 160 ore di docenza. Tutte di fila? Come il grande fratello. La Montessori consigliava questo metodo, è il miglior modo affinchè qualcuno apprenda. Ma ci deve essere un errore di stampa, qui c’è scritto che per 3 giorni dovrei tenere i discenti su “come piegare il foglio in due”* Nessun errore. Perchè ride? No scusi, era un paresi che mi colpisce fin da piccolo in simili circostanze. E chi sono i discenti? Disoccupati. Ma loro non pagano nulla, è tutto a spese della collettività. Sta cacchio di collettività, era ora che riuscissi a mettergliela in quel posto. Come dice? Nulla, la mia solita paresi mobile. Quindi riassumendo, per 160 ore dovrei parlare del più e del meno a dei disoccupati che sperano grazie al mio intervento di trovare un lavoro. Un lavoro serio. Almeno quanto il mio. Ma quanto mi ameranno. Ma andiamo al sodo, quanto pagate? Tot… naturalmente lordi. Oh, ma che bello, fantastico, meraviglioso, stupefacente, supercalifragilistichesperalidoso.
E adesso, a parte le battute, speriamo che mi chiamino.
Giorgio
*Non è un’esagerazione, è proprio così !!!
Pubblicato il 27 febbraio 2012, in Politica, Vita quotidiana con tag anima, articolo 18, colloquio, curriculum, lavoro, mercato, monti, ottimismo, pessimismo, ragione, ricerca, volontà. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.


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