ORDINE E DISCIPLINA II

Marino Buzzi ha scritto una lettera aperta all’ordine dei medici per denunciare quella che, a quanto dice, è l’ennesima presa di posizione omofoba del criminologo, psichiatra e docente universitario Francesco Bruno.

Poichè la lettera è presente su FB non possiamo linkarla e la pubblichiamo in coda, mentre qui potete trovare l’intervista di Francesco Bruno pubblicata sul sito ultracattolico che si chiama Pontifex. Vi invitiamo a leggere entrambi i documenti ed eventualmente, se la condividete, a diffondere la lettera aperta di Marino Buzzi.

Personalmente non trovo molto scandaloso o disturbante quello che dice lo psichiatra.

E’ vero, l’omosessualità è una deviazione dal comportamento sessuale statisticamente più rilevante, e quindi è definibile come anormale. Secondo me non ci si deve scandalizzare di questo: d’altronde in questi termini risulta anormale anche l’astinenza dei preti e delle suore, così come potrebbe essere definito anormale il comportamento di un uomo contemporaneo trapiantato nell’antica Roma: “ma come” gli si potrebbe dire “non ti trombi nemmeno uno schiavetto?”. Per non parlare dei gusti relativi alle posizioni sessuali: qualcuno sa dirmi se la posizione del missionario, per esempio, è normale o no?

Inoltre Francesco Bruno ha ragione a dire che per i genitori non è facile digerire l’omosessualità di un figlio, anche se sicuramente la sua esperienza è assai limitata, avendo lui a che fare, per definizione, solo con casi patologici. E proprio per quest’ultima ragione dovrebbe fare attenzione a parlare del senso comune, che difficilmente riesce a intravedere chi si occupa di casi estremi.

Mi lascia invece perplesso l’affermazione di Francesco Bruno secondo cui “il sesso [è] volto naturalmente alla procreazione” visto che tra i primi manufatti dell’homo sapiens ce ne sono alcuni che ineggiano, per esempio, al sesso orale: tutta la storia dell’uomo non dimostra forse che è nella natura dell’uomo gestire in diverse forme l’impulso sessuale?

Altra cosa è l’avvio dell’intervista, ad opera del giornalista Volpe, che invece trovo molto offensivo, perchè parla di lobby gay: magari in Italia esistesse qualcosa del genere !! E in ogni caso, il giornalista legittima l’attacco a un persona (nel caso specifico, Vendola) unicamente sulla base del suo orientamento sessuale.

D’altra parte, non capisco perchè Marino Buzzi, come d’altronde molti gay, si arrabbi quando si sostiene che l’omosessualità può derivare dalla scelta libera dell’individuo. Questa assomiglia molto all’infinita querelle che ho da anni con la mia amica Gla. Perchè ci si straccia le vesti quando si dice che non si è gay dalla nascita?

Personalmente preferisco essere gay per scelta o non perchè “è nella mia natura”, genetica o psicologica che sia. Insomma, sento degli impulsi sessuali verso persone dello stesso sesso, ma non è per questo che sono gay, non è per questo che ho sposato Alessio. Se fosse solo per questo, solo per i miei impulsi, allora avrei sposato tutti gli uomini (come in effetti capita a molti gay :) ).

No, io ho sposato Alessio perchè lui mi ha scelto ed io l’ho scelto. E l’ho scelto perchè è gentile e mi fa ridere, perchè è bello e mi sopporta, perchè è intelligente e mi rispetta. L’ho sposato per amore. Ma l’ho sposato anche perchè lo condizioni lo permettevano: la mia è stata cioè una scelta passionale approvata dalla ragione. Cinquant’anni fa, o in un luogo diverso dalla provincia milanese, probabilmente non l’avrei mai fatto, perchè questo ci avrebbe condannato a una vita infelice. Avrei sentito la mancanza di questa vita? Di Alessio sicuramente, della libertà di scelta è molto probabile, ma del sesso omosessuale non lo so, non credo. Alla soglia dei 40 anni il sesso è molto meno importante di quando avevo 18 anni, ed ora sopporterei delle privazioni con molta più facilità rispetto ad allora.

Con questo non voglio dire che non sia sacrosanto lottare per la libertà di scelta o per difendere i diritti dei gruppi LGBT, al contrario. Dico che non ha senso farlo sostendo l’inevitabilità della nostra scelta sessuale, e quindi cercando l’appoggio di categorie come quello dell’ordine dei medici. Insomma: quello dell’accettazione dell’omosessualità è un problema tutto politico, non tecnico, e va affrontato su questo piano.

Giorgio

 

P.S.

Naturalmente quello che ho scritto si rifesce solo alle parole dell’articolo citato. Non conosco altri interventi di Francesco Bruno, ed è verosimile pensare, solo per il fatto che viene chiamato in causa da Pontifex, che sostenga delle vere e proprie posizioni omofobe.

 

 

Gentili Signori/e,
vi scrivo dopo aver letto l’ennesima intervista del criminologo, psichiatra e docente universitario Francesco Bruno a proposito dell’omosessualità che egli considera come qualcosa di “anormale” e contro natura. Per non parlare delle affermazioni secondo cui i genitori che accettano i propri figli e le proprie figlie omosessuali lo farebbero in modo ipocrita in quanto, comunque, alla base, ci sarebbe una sofferenza.
In passato ci sono state denunce contro Bruno, egli è una figura pubblica molto amata, frequentatore assiduo di salotti TV e so anche che l’ordine dei medici ha più volte ribadito che ognuno è libero di dire e pensare ciò che vuole.
Ed è vero. Mi hanno però insegnato che la scienza si basa su verità provate. Se domani uno scienziato andasse in televisione a dire che la terra è quadrata verrebbe, con molta probabilità, preso per pazzo. Le affermazioni fatte dal signor Bruno sono state rilasciate a un sito ultracattolico ed estremista che si chiama Pontifex, sito non nuovo ad attacchi violentissimi contro le persone GLBT, contro le donne e contro le libertà costituzionalmente garantite alle persone.
Mi chiedo se sia possibile che un criminologo, uno psichiatra e un docente universitario, addirittura professore straordinario presso l’Università degli Studi di Salerno e docente di psicopatologia forense e criminologia presso la “Sapienza” di Roma, possa rilasciare dichiarazioni lesive e offensive nei confronti delle persone GLBT senza andare incontro a nessuna sanzione. Di nessun tipo, neanche un richiamo da parte dell’Ordine dei medici a cui appartiene.
Bruno sostiene che : “Chi dice che padre e madre sono contenti o accettano la diversità del figlio, mentono sapendo di mentire. Per due genitori, sapere che il proprio figlio ha questa orientazione, è un trauma anche grande. Magari lo superano o riescono ad elaborarlo, ma il colpo è molto forte. Questo fatto denota che anche a livello di comune sentire, e non è roba da poco, la omosessualità va considerata anormalità”.

E’ abbastanza ovvio che un genitore, non preparato a questo evento, non informato su cos’è l’orientamento sessuale e spesso imbevuto di logiche omofobe assorbite volenti o nolenti dal clima sociale eterosessista e sessista in cui è immerso, si trovi spiazzato alla scoperta che su* figli* sia omosessuale.
Lo sconcerto è scontato, come la difficoltà di accogliere una realtà che prima era distante anni luce. Esattamente come potrebbe essere (parliamo di reazioni ad eventi inattesi) se la figlia gli presentasse un fidanzato di religione, etnia, lingua o razza differente, se il figlio presentasse una fidanzata che magari non aderisce agli stereotipi di genere conosciuti, se in qualche modo il figlio o la figlia si rivelassero DIFFERENTI dalle aspettative genitoriali.
La “anormalità” di cui parla è ben distante da quella statistica che utilizza per giustificare in parte le sue esternazioni sopra riportate. Anormalità nel senso che non rientra nella parte centrale di una curva di Gauss, che come molti sanno è utilizzata per rappresentare la distribuzione di frequenza di un fenomeno. La parte centrale raccoglie la maggior parte delle frequenze di un fenomeno: come a dire la maggior parte degli italiani mangia pasta regolarmente ed è in questo normale, i celiaci, quelli che stanno a dieta e chi per scelta non mangia pasta è anormale.
Alla stessa stregua questo tipo di anormalità coinvolgerebbe le persone omosessuali laddove nella parte centrale della curva si raccolgono le persone eterosessuali che sono la maggior parte.
Minoranza sessuale diventa anormalità sessuale che a sua volta si trasforma per Bruno e buona parte del mondo cattolico anomali, malattia, disturbo, ecc.
Vorrei inoltre sapere in base a quali studi e ricerche il signor Bruno afferma che:”Siamo nel campo, quando la omosessualità non viene scelta volutamente, di anormalità funzionali essendo il sesso volto naturalmente alla procreazione. L’omosessuale nato lo è per un disturbo di personalità legato, probabilmente, ad una errata assimilazione dei ruoli dei genitori, o anche a cause organiche che sarebbe complicatissimo spiegare. Tuttavia, è nella stessa situazione, dal punto di vista concettuale, di chi è handicappato, sordo o cieco. Per queste categorie, con una certa ipocrisia si dice diversamente abili, non vedenti e simili. Il gay è diversamente orientato per la sessualità e quel diversamente la dice lunga sulla normalità”.
Più volte nelle parole di Bruno torna il concetto di “scelta” rispetto all’omosessualità. Ora vi chiedo: si sceglie forse di nascere eterosessuali? Perché si dovrebbe quindi scegliere di diventare omosessuali? In base a quali ricerche scientifiche, logiche o metodologiche il professore afferma questi concetti?
Non c’è forse il pericolo che un docente come Bruno, di cui non posso valutare capacità altre, possa, anche in maniera del tutto involontaria, arrecare danno alle persone GLBT o trasmettere nozioni errate ai propri studenti e/o discriminare o far sentire discriminati studenti e/o pazienti GLBT?
Capisco l’esigenza dell’ordine dei medici, visto che come tutt* vivo in Italia e subisco sulla mia pelle, come altre persone GLBT e non, l’influenza culturale (e non solo) della chiesa cattolica-romana, di rimanere fuori dal dibattito e lontano da polemiche ma vorrei ricordare che ci sono linee base decise a livello mondiale per quanto riguarda la cancellazione dell’omosessualità fra quelle che vengono definite come patologie.
Chi afferma che questo sia avvenuto perché gruppi organizzati di gay (lobby) abbia esercitato azioni di pressione ignora completamente le dinamiche e i processi che vengono utilizzati nella comunità scientifica per approvare, abrogare o modificare categorie nosografiche.
Gli ordini degli psicologi hanno già preso nettamente le distanze da ogni forma di discriminazione verso le persone GLBT ribadendo anche che teorie come quelle riparative sono inutili e dannose e vanno denunciate.
Da comune cittadino mi piacerebbe che anche gli ordini dei medici prendessero le distanze da atteggiamenti fuorvianti nei confronti dell’omosessualità e offensive nei confronti delle persone GLBT. Qui non stiamo parlando di un emerito sconosciuto che esprime teorie omofobe al bar, stiamo parlando di un professore con cattedra, di un uomo pubblico, di un criminologo che ha l’opportunità di andare in televisione e parlare a milioni di persone.
Come reagirebbe l’opinione pubblica se un professore a capo di una cattedra di storia contemporanea negasse l’olocausto e lo sterminio degli ebrei?
Credo che il mondo scientifico dovrebbe prendere posizione in merito ai continui attacchi, gratuiti e non supportati da prove scientifiche, di alcuni propri iscritti.
Marino Buzzi

Informazioni su giorgioealessio

Siamo una coppia gay che vuole raccontare la propria vita quotidiana e i propri pensieri.

Pubblicato il 14 gennaio 2012, in Filosofia, Gay, Politica, Vita quotidiana con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Giorgio una cosa è scegliere con chi vivere, una cosa è affermare che omosessuali si diventa a causa di un cattivo rapporto con i genitori o a causa di una mancata “giusta” individuazione del proprio ruolo. Leggi anche altri interventi di Bruno per vedere cosa pensa dell’omosessualità. Guardati anche il testo perché ci sono dei refusi, chiami Bruno più volte Marino. Credo che tu non abbia capito molto del mio pensiero, non mi sono mai arrabbiato per le cose che dici tu. Io sostengo che se un medico/psichiatra fa delle affermazioni come quelle di Bruno deve portare degli esempi pratici, degli studi, delle ricerche. Egli invece fa molta confusione fra religione e scienza e mette in discussione le linee basee dell’ordine della sanità. Quindi, in definitiva, prima di parlare sarebbe meglio informarsi.
    Marino Buzzi

  2. Marino scusami per i refusi, spero di averli corretti tutti.
    Ho aggiunto anche un P.S. per sottolineare che mi riferivo solo alle parole dell’articolo citato e non al pensiero di Francesco Bruno, che per altro non conosco.

    Ovviamente, visto quello che mi dici, non dubito che questo professore sia un tipo con una visione limitata della realtà (per essere gentili), ma proprio per questo credo che non li si debba rispondere sullo stesso piano, ovvero sulla base di ipotesi scientifiche (o di una scienza ipotetica).

    Se lui crede e va dicendo che l’omosessualità deriva da questo o quel fattore, che lo faccia pure.
    L’importante per me è che si ribadisca che sono libero di essere gay A PRESCINDERE da quale che ne sia la causa, su cui mi sembra nessuno abbia ancora detto una parola finale. E’ solo questo che volevo dire.

    Se domani si scoprisse che siamo gay perchè nostra madre ha mangiato con la mano sinistra un carciofo del Bengala durante la terza settimana di gravidanza, questo non può influenzare la nostra libertà. L’unica cosa che potrà influenzare è la ricchezza del Bengala :))

    Giorgio

  3. Caro Giorgio,non conosco questi professori che tu parli e leggi,ma le parole che tu rivolgi ad Alessio sono parole che ogni donna o uomo voebbero sentire.C’e la scelta il rispettp l’affetto e amore.Alessio deve esserne orgoglioso,IPer i genitori è più facile accetare un unione cosidetta “normale”,ma cosa vuol dire essere normale?Forse più comodo?Forse meno problemi?SII quello che sei e manda al diavolo tutti i cosidetti fattori ciao gen

  4. Caro Giorgio, ho letto con molto piacere il tuo post, soprattutto la seconda parte sulla querelle che non è solo tua e della tua amica Gla, ma sottesa ad ogni tentativo di discutere di diversità e diritto ad essere felici(liberi).
    Mi piace molto il tuo punto di vista e mi dà serenità.
    Ho letto anche con curiosità perchè io conosco molto bene Bruno e certo mondo accademico che gli gravita intorno e posso confermare a te e a Marino che molti docenti “con cattedra” hanno le stesse idee di Bruno. Psicologi, pedagogisti, medici, criminologi.
    Mi fa sorridere che Marino si stupisca quando Bruno scrive “Chi dice che padre e madre sono contenti o accettano la diversità del figlio, mentono sapendo di mentire. Per due genitori, sapere che il proprio figlio ha questa orientazione, è un trauma anche grande. Magari lo superano o riescono ad elaborarlo, ma il colpo è molto forte.”
    E’ verissimo. Tristemente e paradossalmente vero, molto spesso. Si dovrebbero piuttosto scardinare le strutture sociali, culturali alla base di questo trauma.Il pericolo che non si riesca a farlo in Italia con educatori/criminologi/docenti che la pensano come Bruno c’è, esiste, è reale. Anch’io, però, credo come te, Giorgio, che il problema sia politico, che il cambiamento si giochi sulla visibilità (che è pubblica per definizione) , sulla legittimazione di nuove forme di amore e convivenza. Il singolo non può scoprire se stesso se non nel riconoscimento di valori e immagini riconosciute dal pubblico, così come avviene per l’orientamento eterosessuale da tanti secoli.

    Tutto qua. Grazie per le tue riflessioni.
    B

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